martedì 16 agosto 2022

I RIFUGI DEL CATINACCIO

 

La gita proposta oggi parte dalla val di Fassa, più precisamente dal paese di Vigo. Raggiungiamo la stazione a valle della funivia Ciampedie a piedi, dopo aver lasciato l’auto in un grande parcheggio gratuito segnato con il numero 3, a circa 5-10 minuti di cammino dalla funivia. Il parcheggio nei pressi della funivia ha infatti una capienza molto limitata rispetto al grande afflusso di turisti che si presenta giornalmente, soprattutto in alta stagione.


Ciampediè e l'omonimo rifugio

Arriviamo dopo pochi minuti di funivia all’omonimo pianoro che si trova in posizione magnifica a circa 2000 metri di altitudine, con una vista bellissima in direzione del Catinaccio e, sul versante opposto, in direzione del gruppo Sella.


Panorama in direzione del gruppo Sella

In partenza troviamo già alcuni punti di ristoro, come la Baita Checco, che ha trovato un modo davvero originale per farsi ricordare!


Ci incamminiamo in direzione del sentiero 540, chiamato “sentiero delle leggende” o Sagenweg in lingua tedesca. Un paio di minuti ed eccoci arrivati al rifugio Negritella, anch’esso con possibilità di ristoro.


Inizio del sentiero 540

Rifugio Negritella, 2000 s.l.m.

Come è facile intuire, questa prima parte del cammino è davvero alla portata di tutti, e infatti troviamo molte famiglie con bambini anche molto piccoli che si godono la loro giornata in montagna.

Rifugio Catinaccio ormai abbandonato

Dopo circa mezz’ora di facile cammino attraverso un agevole sentiero a tratti ombreggiato arriviamo nei pressi di un rifugio evidentemente abbandonato da tempo a giudicare dallo stato in cui si trova, il rifugio Catinaccio.


In vista dei rifugi a metà percorso

Proseguendo oltre il rifugio abbandonato arriviamo ad un secondo pianoro, dove sono presenti altre strutture ricettive e dove è possibile fermarsi per una sosta.


Baita Enrosadira

Una di queste è la carinissima baita Enrosadira, davvero caratteristica e rimodernata di recente a giudicare dallo splendido stato in cui si trova.


Rifugio Stella Alpina (Spiz Piaz), 1960 s.l.m.

Adagiati sullo stesso pianoro troviamo altri due rifugi, Gardeccia e Stella Alpina, dominati anch’essi dalle pareti rocciose della Cima Catinaccio (Rosengartenspitze). Ci troviamo a circa 1950 metri di altitudine, siamo scesi leggermente attraverso i vari saliscendi del sentiero rispetto al punto iniziale. Fin qui una gita molto facile, adatta anche ai bambini più piccoli che son in grado di camminare. E’ possibile anche con i passeggini? La risposta è sì, perché lungo il percorso ne abbiamo trovati diversi, ma il nostro consiglio è sempre quello di procurarsi un apposito zaino per il trasporto di bambini, anche perché il sentiero in alcuni tratti non è proprio agevole trainando un passeggino…

Il sentiero in direzione del rifugio Preuss, in alto davanti a noi

Qui si chiude la parte agevole del percorso, che prosegue invece in più decisa salita attraverso una parte più rocciosa in direzione dei prossimi rifugi, il rifugio Vajolet, che prende il nome dalle omonime torri che lo sovrastano, e il rifugio Preuss, che possiamo già vedere se volgiamo lo sguardo molto in alto davanti a noi, adagiato su una roccia e apparentemente quasi sospeso nel vuoto.

Ad accompagnarci in questo tratto, alla nostra sinistra ci sono sempre le imponenti pareti del Catinaccio.


In vista dei rifugi Vajolet e Preuss

Arrivati all’ultima forcella prima dei rifugi con relative descrizioni e tempi di percorrenza, non ci resta che un ultimo sforzo, gli ultimi 10 minuti di cammino nella parte più ripida del sentiero, che attraverso un paio di tornantoni ci guida direttamente ai rifugi.

Rifugio Vajolet, 2248 sl.m.

Rifugio Preuss, 2243 s.l.m.

Dopo circa un’ora e mezza di cammino dalla partenza siamo arrivati alla nostra destinazione odierna, ma il sentiero per chi ha ancora voglia di camminare prosegue in direzione del rifugio Passo Principe, per il quale è necessaria almeno un’altra ora di cammino.

I rifugi sovrastati dalle Cime Scaliert e Larsèch

Noi invece ci fermiamo qui, attraverso due punti panoramici dove sono issate rispettivamente un’asta con delle bandiere e una croce, possiamo godere di un panorama fantastico in direzione del fondovalle (attenzione ai bambini perché sono punti abbastanza esposti).

La croce, il rifugio Vajolet e le omonime Torri

Panorama dalla croce in direzione del fondovalle

Ci troviamo a circa 2250 metri di altitudine, nell’ultima parte del sentiero abbiamo quindi acquistato in breve tempo 300 metri di dislivello.

Rifugi Preuss e Vajolet dominati dal Catinaccio


Ci accomodiamo sulle panche di legno all’esterno del rifugio Vajolet per ritemprarci con la consueta merenda, quindi come tanti altri escursionisti ci sediamo sui bei prati nelle immediate vicinanze del rifugio a goderci il panorama.


Panorama in direzione del Catinaccio

E’ ora di rientrare, riprendiamo il sentiero percorso all’andata che in circa 1 ora e mezza ci riporta a Ciampedie, dove possiamo comodamente scendere a Vigo di Fassa con la funivia, oppure a piedi, se ancora abbiamo voglia di camminare.

Rifugi Gardeccia e Stella Alpina sulla via del rientro

La gita descritta è adatta davvero a tutti fino al secondo pianoro con i rifugi Stella Alpina e Gardeccia, proseguendo oltre il sentiero risulta più impegnativo, e pur senza essere di grande difficoltà richiede un minimo di condizione fisica.

In breve: 

Partenza: Ciampedie, stazione a monte funivia 2000 s.l.m.

Arrivo: Rifugio Preuss 2248 s.l.m.

Punto di ristoro: Rifugio Preuss 2248 s.l.m., Rifugio Vajolet 2243 s.l.m.

Dislivello in salita e discesa: 300 metri circa

Tempo necessario: 1,5 ore andata e ritorno

2 commenti:

  1. Grazie SuperSergio!
    Ogni anno aspetto con curiosità di scoprire dove andate in vacanza e come Lei personalmente sappia trarre suggestioni fantastiche persino dai luoghi più frequentati e conosciuti.
    Al prossimo anno.
    Adriano

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Adriano, i complimenti sono sempre ben accetti!

      Elimina