Rifugio Sesvenna (Sesvenna Hütte) 2258 s.l.m. |
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In partenza da Slingia |
La strada asfaltata che conduce alla malga di Slingia |
Il bivio che indica il sentiero per la malga di Slingia, già visibile |
Alla malga di Slingia, che funge da punto di ristoro, è
possibile naturalmente sedersi e gustare prodotti tipici e la consueta cucina
di malga.
Cascata dalla Schwarzwand che alimenta il rio di Slingia |
Davanti a noi, in lontananza e in bella mostra, possiamo
ammirare la bella cascata proveniente dalla parete rocciosa Schwarzwand, che va
ad alimentare le acque del rio di Slingia (Metzbach), il torrente che scorre
fino al fondovalle e che a sua volta va ad alimentare il fiume Adige.
La croce al termine del tratto più ripido di salita |
Il largo sentiero ora si fa decisamente più ripido e
faticoso: camminiamo costeggiando la parete rocciosa e la sua cascata,
continuando a salire attraverso larghi tornanti.
In dirittura d'arrivo - Fanno capolino i rifugi Sesvenna e Rasass |
Terminata questa parte di salita, non lunga ma faticosa,
specialmente a causa del caldo sole che non da tregua (l'intero sentiero è
privo di punti ombreggiati!), si passa ad un tratto pianeggiante: siamo
praticamente sopra la cascata che fino a poco prima vedevamo dal basso.
Ex rifugio Rasass (Pforzheimer Hütte) 2256 s.l.m. |
Ormai non manca più molto al rifugio Sesvenna, solo un
ultimo piccolo sforzo in leggera salita, passando attraverso i verdissimi prati
che contraddistinguono l'intera vallata.
Pforzheimer Hütte |
Passiamo dapprima a fianco al vecchio rifugio Rasass
(Pforzheimer Hütte), ormai dismesso, da dove è già possibile vedere il rifugio
Sesvenna, solo un centinaio di metri più avanti.
Rifugio Sesvenna |
Raggiungiamo il rifugio Sesvenna (Sesvenna Hütte) in circa
due ore di cammino abbastanza tranquillo. Qui decidiamo di ristorarci, mentre
Barbara si diverte con gli animali da cortile del rifugio, capretta e asinello
in testa, prima di rientrare verso Slingia.
Il verdissimo fondovalle visto dal sentiero N.8 |
Dal rifugio Sesvenna, seguendo il segnavia N.18, è possibile
arrivare in circa un'ora e mezza alla famosa Gola Uina, una impressionante
galleria aperta lunga 900 metri, scavata nella roccia tra il 1908 e il 1910.
Attraverso la Gola Uina si passa in territorio svizzero, in Bassa Engadina.
Föllakopf, 2878 s.l.m. |
Attraverso il sentiero N.5 si può arrivare in territorio
elvetico attraverso la forcella di Sesvenna, a 2824 metri di altitudine, o
ancora raggiungere la vetta del monte Föllakopf a quota 2878.
I due rifugi visti dall'alto dal sentiero N.8 |
Dopo una sosta sulla riva del laghetto del rifugio Rasass,
prendiamo la via del ritorno, seguendo però stavolta il sentiero N.8,
decisamente più panoramico di quello fatto all'andata. La prima parte del
sentiero, quella che parte dal rifugio, infatti, sale ancora di un centinaio di
metri di dislivello, facendoci raggiungere quota 2350.
In quota sul sentiero N.8 |
Manterremo questa quota per buona parte del cammino, per poi
scendere in maniera decisa attraverso un ripido sentiero nel bosco che ci
guiderà sino al paese di Slingia.
Sentiero panoramico con il monte Watles sullo sfondo |
Il sentiero N.8 è molto aperto e davvero panoramico:
possiamo ammirare sotto di noi, 500 metri più in basso, il fondovalle con il
sentiero seguito all'andata, mentre davanti a noi, in lontananza, è ben
visibile il monte Watles con la sua caratteristica conformazione. Sull'altro
versante fanno bella mostra di sé il i monti della catena del Piz Sesvenna e il
caratteristico Föllakopf.
Malga di Slingia (1868 s.l.m.) vista dall'alto al ritorno |
Arriviamo proprio sopra la malga di Slingia, sempre
mantenendo il grande dislivello, quindi continuiamo ancora per un po' il
cammino, finchè un cartello in legno ci indica la deviazione in ripida discesa
verso Slingia (continuando dritti si raggiunge invece la stazione a monte del
Watles).
Deviazione: diritti verso il monte Watles o a destra verso Slingia |
La discesa piuttosto ripida mette a dura prova le
articolazioni (ginocchia in testa), ma ci consente di raggiungere il fondovalle
ed il paese in breve tempo. All'altezza delle prime case troviamo anche una
vendita diretta di prodotti a base di fragole. Ne approfittiamo per acquistare
un souvenir assolutamente gustoso: una buonissima marmellata di fragole
venostane prodotta direttamente in loco.
Ancora bei panorami dal sentiero N.8 |
Siamo arrivati al termine della gita, tutto sommato
piuttosto agevole e molto appagante dal punto di vista dei panorami, e quindi
assolutamente consigliabile. Se volete arrivare alla Gola Uina dovete mettere
in conto circa tre ore in più nel tempo complessivo.
In breve:
Partenza: Slingia(Schlinig), parcheggio 1738 s.l.m.
Punti di Ristoro: Malga di Slingia 1868 s.l.m., Rifugio
Sesvenna 2258 s.l.m.
Arrivo: Slingia,
parcheggio 1738 s.l.m.
Dislivello andata: 520 metri circa in salita
Dislivello ritorno: 100 metri in salita, 600 metri in
discesa
Tempo impiegato: 2 ore circa andata, 1 ora e 30 minuti
ritorno
Ma che bel blog! ci son capitata per caso,cercando info sul rifugio Sesvenna...una meta futura,assieme alla gola Uina,da fare assieme al nostro piccolo!
RispondiEliminaCiao e arrivederci!!!
Grazie mille Nadia, i complimenti fanno sempre piacere, il blog è solo il frutto della nostra grande passione per la montagna. Per quanto riguarda questa verdissima valle, posso consigliarvela vivamente! (noi non siamo arrivati alla gola Uina, che dista dal rifugio circa 1 ora, ora e mezza di cammino non difficile). I ragazzi del rifugio, a proposito, sono veramente simpatici!
RispondiEliminaVeramente un bel blog! Il rifugio Sesvenna è una delle mie prossime mete...gentilmente mi sai dire se riesco a raggiungerlo con una mtb percorrendo il percorso di andata sulla strada forestale? O è impossibile?
RispondiEliminaCiao a presto!
Tiziano
(Verona)
Ciao Tiziano, raggiungere il rifugio Sesvenna in mtb non è affatto impossibile, abbiamo incrociato molti appassionati lungo la strada sterrata che porta al rifugio (ultimo tratto un pò ripido ma ok). Volendo puoi proseguire anche attraversando la gola Uina per ritrovarti in Svizzera nella Bassa Engadina. Buona futura gita!
RispondiEliminaciao Sergio e complimenti per il blog!
RispondiEliminaVolevo farti una domanda. Io sto per andare un Val Venosta per la prima volta quest'anno e ho con me mio figlio di 9 mesi. Possiamo sia portarlo nell zaino Caddy, che nel passeggino da trekking.
Per il rifugio Sesvenna pensi sia possibile usare il passeggino? Abbiamo visto che ci sono un po' di staccionate da passare, ma per quello non mi preoccupa tanto (lo prendiamo in braccio e facciamo scavalcare il passeggino), ci sono pezzi che vedi inadatti ad un mezzo a ruote come questo?
Grazie mille
Ciao
Alessandro
Ciao Alessandro, grazie dei complimenti.
RispondiEliminaPer quanto riguarda il sentiero che porta al Sesvenna la prima parte è praticamente pianeggiante, molto comoda (il primo pezzo addirittura asfaltato. Oltrepassata la malga dopo una mezzora prosegue sterrato ma molto largo fino al rifugio. L'unica difficoltà è data dalla salita finale, che con il passeggino potrebbe risultare un parecchio faticosa. In definitiva: passeggino fino alla malga, se arrivate al rifugio meglio lo zaino! Ciao e buone vacanze in Val Venosta!
Menomale che ho seguito il tuo consiglio!!! Col passeggino sarebbe stato impossibile arrivare al Sesvenna. Zaino in spalla e passeggiata premiante, per la vista, il laghetto, la cascata e il rifugio Sesvenna dove si mangia benissimo per di più.
RispondiEliminaGrazie mille di nuovo!
Alessandro
Non c'è di che Alessandro,fa piacere essere stato utile, ciao!
RispondiEliminaComplimenti, io abito in Trentino è non conoscevo questa tratta con la Svizzera.
RispondiEliminaQuest'estate passerò i sentieri, raggiungendo la svizzera.
Grazie Gianluca, la gita merita davvero!
EliminaBel BLOG complimenti, ti chiedo una informazone il 18 giugno abbiamo intenzione di fare tour tre confini in Mtb secondo te è possibile o troveremo problemi ? Ormai abbiamo prenotato in Svizzera per la sosta primo giorno, se è possibile puoi indicarci i vari sentieri da seguire partendo da Resia ti ringrazio anticipatamente
RispondiEliminaBel BLOG complimenti, ti chiedo una informazone il 18 giugno abbiamo intenzione di fare tour tre confini in Mtb secondo te è possibile o troveremo problemi ? Ormai abbiamo prenotato in Svizzera per la sosta primo giorno, se è possibile puoi indicarci i vari sentieri da seguire partendo da Resia ti ringrazio anticipatamente
RispondiEliminaCiao! Non avendo grande esperienza di MTB personalmente non posso esserti di aiuto più di tanto. Ti posso però consigliare di dare un'occhiata a un paio di links: http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/6513 e http://www.mtb-mag.com/il-giro-dei-tre-confini/. Le spiegazioni sono abbastanza esaurienti. Spero di esserti stato comunque di aiuto, buon tour!
RispondiEliminaOk grazie
RispondiEliminaOk grazie
RispondiEliminaCiao Sergio. Ancora complimenti per il blog! Sembra di ripetere stupidamente sempre la stessa cosa, in realtà questo blog merita assolutamente i nostri complimenti per la tua reattività nella risposta e gentilezza.
RispondiEliminaIo, mia moglie e la nostra piccola di 9 mesi vorremmo incamminarci in questo meraviglioso tour in un weekend di settembre. É la nostra prima gita in montagna e quindi in Trentino. Ci sapresti consigliere un alloggio carino in zona? Grazie mille e buona giornata
Ciao Pietro, in quale zona avreste intenzione di alloggiare? Se intendete alloggiare in Val Venosta, un po' come in tutto l'Alto Adige non c'è che l'imbarazzo della scelta, dipende molto dai gusti (e dai prezzi ;) ).Ti posso garantire però che in fatto di qualità da quelle parti non temono confronti, vi troverete bene ovunque, ne sono certo!
RispondiEliminaNel caso foste ancora indecisi vi posso consigliare 4-5 hotel 3 stelle di ottimo rapporto qualità prezzo in valli diverse dell'Alto Adige. Scrivimi una mail a sergiosuperina@tiscali.it , sul blog preferisco non fare pubblicità ;) . A presto ciao!