venerdì 21 agosto 2015

SAS PORDOI - AD UN PASSO DAL CIELO



Oggi siamo in Val di Fassa, più precisamente a pochi chilometri da Canazei, e stiamo percorrendo la strada dei passi che dalla Val Gardena ci porterà al valico del  Passo Sella fino a raggiungere, attraverso i numerosi tornanti resi famosi dalle leggendarie tappe del giro d’Italia, il Passo Pordoi.


Passo Pordoi
Abbiamo raggiunto quota 2239, fa piuttosto freddo, anche perché oggi la giornata si presenta con molte nubi, anche se al momento non sono minacciose. Non ci resta che decidere se prendere la funivia che ci porta direttamente a quota 2950, oppure incamminarci sul sentiero che parte proprio dal passo e permette di raggiungere la forcella di Pordoi e l’omonimo rifugio in un paio d’ore circa.

Funivia Sass Pordoi
Nonostante le nubi che ci coprono completamente la vista del Sas Pordoi, decidiamo di prendere la funivia in compagnia di moltissimi altri escursionisti, dato che la nostra meta di giornata sarebbe raggiungere la vetta del Piz Boè, cosa non certo impossibile in condizioni normali.

Croce panoramica Sas Pordoi costruita nel 1962
La funivia fa un viaggio ogni 10 minuti circa, ed a velocità abbastanza sostenuta porta in pochissimi minuti in vetta al Sas Pordoi fino a circa 60 turisti alla volta!




Arrivati in vetta, il panorama è impressionante: sembra davvero di toccare il cielo con un dito. Tutto intorno le vette del gruppo Sella, che sia pure in parte avvolte dalle nubi rendono davvero spettacolare la vista.


In direzione di Canazei, il fondovalle si trova ad oltre 1000 metri di dislivello più in basso, possiamo avvicinarci quanto vogliamo allo strapiombo, davvero impressionante e sconsigliato a chi soffre di vertigini!

Una spettacolare apertura nella roccia ci apre il panorama sui tornanti del passo

In alto a sinistra è già visibile  il Piz Boè con il rifugio Capanna Piz da Fassa

Dopo le immancabili foto ricordo, risaliamo leggermente raggiungendo nuovamente la stazione a monte, prima di prendere il sentiero in buona discesa che ci porterà senza fatica alcuna e in pochi minuti nei pressi del Rifugio Forcella di Pordoi.

Rifugio Forcella di Pordoi
Si cammina in fila indiana, i turisti qui sono davvero tanti anche in condizioni meteorologiche non ottimali. Il motivo è molto semplice: chiunque, anche chi non gode di buona condizione fisica, può grazie alla funivia raggiungere quote altrimenti impossibili, e gustarsi l’immenso spettacolo che si gode dalla vetta.

Cartelli segnaletici nei pressi del rifugio

Forcella di Pordoi vista dai pressi del rifugio
Volgendo lo sguardo in alto alla nostra sinistra, tra le nubi in continuo spostamento (non dimentichiamoci che siamo a 3000 metri) fa capolino il rifugio Capanna Piz da Fassa, posizionato proprio in vetta al Piz Boè.

Panorama in direzione del gruppo Sella durante il cammino
Questa era la meta prefissata: dagli oltre 3150 metri della vetta il panorama a 360° è davvero stupendo. In vetta, però, già dalla nostra posizione possiamo intuire che oggi il panorama non sarà visibile, in quanto le nubi avvolgono quasi completamente il Piz Boè.

Alle nostre spalle ancora ben visibile il rifugio Forcella di Pordoi
Facendo due conti, arrivare in vetta immersi nelle nubi, senza vedere praticamente nulla, correndo il rischio di prendere inutilmente freddo, acqua o addirittura neve (la temperatura è vicina allo 0) per poi dover ridiscendere in direzione del rifugio Boè (questo era il nostro itinerario previsto) con il tratto di funi metalliche (non troppo impegnativo in condizioni normali), tra freddo e acqua oggi non è consigliabile.

Brevi e facili tratti attrezzati con funi metalliche
Al bivio tra i sentieri 627 e 638 ci manteniamo quindi su quello di sinistra, che senza variazioni apprezzabili di dislivello ci guiderà direttamente al rifugio Boè, con alcuni passaggi un po’ esposti attrezzati tuttavia anch’essi con funi metalliche. Nulla di difficile o pericoloso comunque.

In alto a destra fa capolino la stazione a monte della funivia
Durante il cammino, alle nostre spalle possiamo distinguere facilmente in lontananza ancora il rifugio Forcella di Pordoi, e più in alto la stazione a monte della funivia. Alla nostra sinistra il gruppo montuoso del Sella ci accompagna sempre con le sue bellissime vette.

Rifugio Boè
Dopo circa un’ora di facile cammino arriviamo nei pressi del rifugio Boè, molto caratteristico con le sue persiane bianche e blu.

Vista panoramica dal rifugio Boè
All’interno il servizio non è ai tavoli, si paga alla cassa e si aspetta che dalla cucina siano pronte le portate ordinate. E’ tuttavia molto ben organizzato e abbastanza veloce.


Siamo pronti a rimetterci in marcia: per non farci mancare nulla ecco che incomincia a piovere acqua ghiacciata. La temperatura si mantiene sempre intorno allo 0, anche se siamo in pieno agosto! Al ritorno scenderemo direttamente al Passo Pordoi attraverso il canalone ghiaioso che parte proprio dal rifugio Forcella di Pordoi.

Il ripido canalone ghiaioso che ci porta direttamente al Passo Pordoi
La discesa attraverso il canalone risulta lunga e di tanto in tanto anche difficoltosa, con il rischio costante di perdere l’equilibrio tra i sassi scivolosi. Voltandoci alle nostre spalle, tuttavia, si gode anche qui di uno scenario bellissimo, che vale la pena immortalare. Davanti a noi, invece, in lontananza possiamo ammirare il ghiacciaio della Marmolada, facilmente distinguibile.

Marmolada
 Impieghiamo circa un’ora e mezza nella discesa, l’ultimo tratto della quale molto meno ripido. Cambiano anche i colori: il grigio e rosa delle rocce lasciano spazio ai prati verdeggianti situati proprio sopra il Passo Pordoi.

Sass Pordoi e la forcella omonima
In breve:

Partenza: Sas Pordoi, stazione a monte funivia 2950 s.l.m.
Arrivo: Passo Pordoi, 2239 s.l.m.
Punto di ristoro: Rifugio Boè, 2871 s.l.m.
Altri posti ristoro: Rifugio Maria, Rifugio Forcella di Pordoi, Rifugio Capanna Piz da Fassa
Dislivello complessivo in salita: non apprezzabile
Dislivello complessivo in discesa: 650 metri circa
Tempo necessario: 1 ora andata (rifugio Boè), 2,5 ore in discesa 

4 commenti:

  1. Vedendo questa foto mi accorgo che non basta una vita per vedere tutto quello che il Trentino Alto Adige ci offre. ultimamente sono stata in un hotel wellness alto adige ma la prossima vacanza non la dedico al wellness bensì allo sport a due piedi per visitare questa meraviglia.

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  2. Qual'è in particolare la foto che ti ha ispirato queste belle (e sagge) parole?

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  3. Buongiorno Sergio,
    come sempre il suo blog e' una continua fonte di ispirazione per le vacanze estive della mia famiglia in Trentino. Questa estate l'intenzione e' quella di trascorrere qualche giorno anche in Val di Fassa, ma sono sincera, ho solo il dubbio che si tratti di una zona fin troppo turistica. Di solito, con mio marito e il nostro bambino, preferiamo zone meno battute, come Casere, che adoro!
    Comunque, ancora complimenti per il bellissimo blog!
    Giuseppina, Roma.

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  4. Grazie per le belle parole Giuseppina, e buone gite in Val di Fassa allora!

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