lunedì 3 agosto 2026

LAGO DI CIGNANA – RIFUGIO BARMASSE

 

Ci troviamo oggi a Valtournanche, nella frazione di Maen. Nei pressi della centrale idroelettrica è presente un grande parcheggio gratuito dove possiamo lasciare comodamente la nostra auto. Dal parcheggio seguiamo brevemente la strada provinciale in leggera discesa in direzione del bacino artificiale, fino a ritrovarci in pochi minuti nella piccola frazione di Moulin. 

Una caratteristica baita in legno adornata di fiori di proprietà della Maison Le Cler ci indica il nostro punto di partenza. Qui infatti troviamo la segnaletica verticale con il classico cartello escursionistico giallo e l’indicazione del sentiero n°2 in direzione di Cortina.

Fontana accessibile in partenza dalla frazione Moulin

Seguiamo la strada asfaltata passando attraverso le case e una delle uniche due fontane per il rifornimento d’acqua che troveremo durante il percorso, per poi immetterci in salita molto ripida su un sentiero sterrato al fresco del bosco.

Ripido sentiero in partenza nel bosco

In pochi minuti siamo già saliti in maniera sufficiente per godere di una splendida vista dall’alto del bacino artificiale di Maen.

Bacino artificiale di Maen

In circa 15 minuti raggiungiamo la frazione di Mont Perron e ci ritroviamo nuovamente sulla strada asfaltata. Qui troviamo la seconda ed ultima fontana per il rifornimento d’acqua, tenetene conto.

Mont Perron, ultima possibilità di rifornimento

Proseguiamo per un paio di minuti sulla strada asfaltata fino a raggiungere la deviazione verso Mont Menè, visibile attraverso un caratteristico cartello colorato a bordo strada.

Deviazione verso Mont Menè

Raggiungiamo non senza fatica l’antico borgo di Mont Menè, costruito in maniera verticale e superabile tramite passaggi ripidi e stretti attraverso le case.

Il villaggio "verticale" di Mont Menè

L’antico villaggio è arroccato infatti su un ripido costone, riesce davvero difficile immaginare le motivazioni che abbiano indotto gli abitanti a vivere in tali condizioni.

Le case di Mont Menè ai limiti del bosco

Di fatto però notiamo che almeno in estate non è completamente disabitato: traviamo alcune persone dedite a parziali ristrutturazioni e alcuni degli edifici sono adornati quindi presumibilmente abitati, almeno nella bella stagione.

Vista di Mont Menè con la cappella di St.Germain e St. Grat

La prima cosa che spicca al nostro arrivo è la bella cappella risalente al 1747 e dedicata ai santi Germano e Grato, rappresentati sulla facciata. Facciamo attenzione ai segni gialli a terra e sui muri delle costruzioni che ci permettono di non perdere l’orientamento mentre oltrepassiamo il villaggio in maniera verticale (per usare un eufemismo).

Passaggio nel bosco

Continuiamo la salita che procede sempre abbastanza ripida, l’aspetto positivo è che passa interamente all’interno del bosco e quindi al fresco, soprattutto di prima mattina.

Sullo sfondo il ghiacciaio del Plateau Rosa

Un’apertura sul sentiero ci permette di ammirare il fondovalle della Valtournanche e, in lontananza, il ghiacciaio del Plateau Rosa.

Bivio in direzione dell'Alpe Cortina

E’ passata un’ora e mezza circa quando arriviamo alla deviazione che da un lato procede in direzione dell'Alpe e del lago di Cortina, mentre sulla destra ci consente attraversando un piccolo ponte di legno sul torrente di Cignana di immetterci sul sentiero n°1, che ci condurrà all’omonimo lago.

Ponticello sul torrente di Cignana

In alto davanti a noi adesso riusciamo a scorgere parte del muraglione di sbarramento della diga, il sentiero continua a salire anche se in maniera meno decisa che in precedenza.

Deviazione sul sentiero n°1

Già visibile lo sbarramento della diga

Avanzando sul sentiero la diga si fa via via più visibile, anche se sempre in parte nascosta dalle rocce e dalla vegetazione.

In alto la diga di Cignana

Ci avviciniamo alla meta

Ancora qualche minuto di sforzo e un’ultima breve e ripida salita e siamo finalmente arrivati al lago di Cignana. Abbiamo impiegato poco meno di due ore e mezza dalla partenza a Moulin.

Arrivo al lago di Cignana

Dal versante opposto della diga, adagiato su un colle possiamo già riconoscere la sagoma del rifugio Barmasse.

In alto spunta il rifugio Barmasse

L’idea iniziale era quella di proseguire lungo la strada sterrata che procede sulla riva destra del lago fino alla cappella, ma le disastrose previsioni meteo per il primo pomeriggio che indicano forti ed improvvisi temporali ci fanno desistere considerato il tempo necessario al rientro.

Lago di Cignana (Lac de Tsignanaz), 2158 s.l.m.

Ci prendiamo solo qualche minuto per ammirare il lago artificiale, costruito negli anni '20 del secolo scorso per la produzione di energia idroelettrica, e procediamo in direzione del rifugio Barmasse, dove possiamo finalmente ristorarci.

Rifugio Barmasse, 2200 s.l.m.

Il personale del rifugio, composto al nostro arrivo da ragazze molto giovani, è davvero gentile e preparato.

Panorama dalle panche del rifugio Barmasse

E’ tempo di rientrare prima che il temporale ci colga in cammino. Dal rifugio parte il sentiero in discesa che passa attraverso la casetta del guardiano per poi immettersi nuovamente sul sentiero n°1 già percorso in salita.

La casa del custode e il sentiero n°1

Per la discesa impieghiamo circa 1 ora e 45 minuti; tirando le somme una escursione sicuramente consigliata ma che necessita di un minimo di condizione fisica, considerata la ripidità del sentiero, soprattutto nella prima parte della salita.

Particolare del sentiero in discesa

In breve: 

Partenza: Maen, fraz. Moulin 1330 s.l.m.

Arrivo: Lago di Cignana (Lac de Tsignanaz) 2158 s.l.m.

Punto maggior altitudine: Rifugio Barmasse, 2200 s.l.m.

Dislivello in salita e discesa: 870 metri circa

Tempo impiegato: 2 ore 30 minuti in salita, 1 ora 45 minuti in discesa

Posti di ristoro: Rifugio Barmasse, 2200 s.l.m.












 








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