Ci troviamo oggi a Valtournanche, nella frazione di Maen. Nei pressi della centrale idroelettrica è presente un grande parcheggio gratuito dove possiamo lasciare comodamente la nostra auto. Dal parcheggio seguiamo brevemente la strada provinciale in leggera discesa in direzione del bacino artificiale, fino a ritrovarci in pochi minuti nella piccola frazione di Moulin.
Una caratteristica baita in legno adornata di fiori di proprietà della Maison Le Cler ci indica il nostro punto di partenza. Qui infatti troviamo la segnaletica verticale con il classico cartello escursionistico giallo e l’indicazione del sentiero n°2 in direzione di Cortina.
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| Fontana accessibile in partenza dalla frazione Moulin |
Seguiamo la strada asfaltata passando attraverso le case e
una delle uniche due fontane per il rifornimento d’acqua che troveremo durante
il percorso, per poi immetterci in salita molto ripida su un sentiero sterrato
al fresco del bosco.
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| Ripido sentiero in partenza nel bosco |
In pochi minuti siamo già saliti in maniera sufficiente per godere
di una splendida vista dall’alto del bacino artificiale di Maen.
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| Bacino artificiale di Maen |
In circa 15 minuti raggiungiamo la frazione di Mont Perron e
ci ritroviamo nuovamente sulla strada asfaltata. Qui troviamo la seconda ed
ultima fontana per il rifornimento d’acqua, tenetene conto.
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| Mont Perron, ultima possibilità di rifornimento |
Proseguiamo per un paio di minuti sulla strada asfaltata
fino a raggiungere la deviazione verso Mont Menè, visibile attraverso un
caratteristico cartello colorato a bordo strada.
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| Deviazione verso Mont Menè |
Raggiungiamo non senza fatica l’antico borgo di Mont Menè,
costruito in maniera verticale e superabile tramite passaggi ripidi e stretti
attraverso le case.
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| Il villaggio "verticale" di Mont Menè |
L’antico villaggio è arroccato infatti su un ripido costone, riesce davvero difficile immaginare le motivazioni che abbiano indotto gli abitanti a vivere in tali condizioni.
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| Le case di Mont Menè ai limiti del bosco |
Di fatto però notiamo che almeno in estate non è completamente disabitato: traviamo alcune persone dedite a parziali ristrutturazioni e alcuni degli edifici sono adornati quindi presumibilmente abitati, almeno nella bella stagione.
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| Vista di Mont Menè con la cappella di St.Germain e St. Grat |
La prima cosa che spicca al nostro arrivo è la bella
cappella risalente al 1747 e dedicata ai santi Germano e Grato, rappresentati
sulla facciata. Facciamo attenzione ai segni gialli a terra e sui muri delle
costruzioni che ci permettono di non perdere l’orientamento mentre oltrepassiamo
il villaggio in maniera verticale (per usare un eufemismo).
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| Passaggio nel bosco |
Continuiamo la salita che procede sempre abbastanza ripida,
l’aspetto positivo è che passa interamente all’interno del bosco e quindi al fresco,
soprattutto di prima mattina.
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| Sullo sfondo il ghiacciaio del Plateau Rosa |
Un’apertura sul sentiero ci permette di ammirare il
fondovalle della Valtournanche e, in lontananza, il ghiacciaio del Plateau
Rosa.
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| Bivio in direzione dell'Alpe Cortina |
E’ passata un’ora e mezza circa quando arriviamo alla
deviazione che da un lato procede in direzione dell'Alpe e del lago di Cortina, mentre
sulla destra ci consente attraversando un piccolo ponte di legno sul torrente
di Cignana di immetterci sul sentiero n°1, che ci condurrà all’omonimo lago.
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| Ponticello sul torrente di Cignana |
In alto davanti a noi adesso riusciamo a scorgere parte del
muraglione di sbarramento della diga, il sentiero continua a salire anche se in
maniera meno decisa che in precedenza.
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| Deviazione sul sentiero n°1 |
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| Già visibile lo sbarramento della diga |
Avanzando sul sentiero la diga si fa via via più visibile,
anche se sempre in parte nascosta dalle rocce e dalla vegetazione.
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| In alto la diga di Cignana |
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| Ci avviciniamo alla meta |
Ancora qualche minuto di sforzo e un’ultima breve e ripida
salita e siamo finalmente arrivati al lago di Cignana. Abbiamo impiegato poco
meno di due ore e mezza dalla partenza a Moulin.
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| Arrivo al lago di Cignana |
Dal versante opposto della diga, adagiato su un colle
possiamo già riconoscere la sagoma del rifugio Barmasse.
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| In alto spunta il rifugio Barmasse |
L’idea iniziale era quella di proseguire lungo la strada
sterrata che procede sulla riva destra del lago fino alla cappella, ma le disastrose
previsioni meteo per il primo pomeriggio che indicano forti ed improvvisi
temporali ci fanno desistere considerato il tempo necessario al rientro.
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| Lago di Cignana (Lac de Tsignanaz), 2158 s.l.m. |
Ci prendiamo solo qualche minuto per ammirare il lago
artificiale, costruito negli anni '20 del secolo scorso per la produzione di energia
idroelettrica, e procediamo in direzione del rifugio Barmasse, dove possiamo
finalmente ristorarci.
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| Rifugio Barmasse, 2200 s.l.m. |
Il personale del rifugio, composto al nostro arrivo da ragazze
molto giovani, è davvero gentile e preparato.
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| Panorama dalle panche del rifugio Barmasse |
E’ tempo di rientrare prima che il temporale ci colga in
cammino. Dal rifugio parte il sentiero in discesa che passa attraverso la
casetta del guardiano per poi immettersi nuovamente sul sentiero n°1 già percorso
in salita.
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| La casa del custode e il sentiero n°1 |
Per la discesa impieghiamo circa 1 ora e 45 minuti; tirando
le somme una escursione sicuramente consigliata ma che necessita di un minimo
di condizione fisica, considerata la ripidità del sentiero, soprattutto nella
prima parte della salita.
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| Particolare del sentiero in discesa |
In breve:
Partenza: Maen, fraz. Moulin 1330 s.l.m.
Arrivo: Lago di Cignana (Lac de Tsignanaz) 2158 s.l.m.
Punto maggior altitudine: Rifugio Barmasse,
2200 s.l.m.
Dislivello in salita e discesa: 870 metri circa
Tempo impiegato: 2 ore 30 minuti in salita, 1 ora 45 minuti
in discesa
Posti di ristoro: Rifugio Barmasse, 2200 s.l.m.

























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