Anche oggi ci troviamo in Valle d’Aosta, più precisamente nella valle laterale di Champorcher, nella parte sud-ovest della regione. Risaliamo in auto la nuova SR2 che ci guida attraverso la valle salendo costantemente fino ad arrivare al bivio in direzione di La Cort, piccola località famosa per essere di fatto l’accesso ai sentieri del Parco Naturale del Mont Avic.
Arrivati a La Cort, proseguiamo per alcune centinaia di metri sino ad arrivare al punto di partenza dei sentieri; qui troviamo anche un piccolo parcheggio, già esaurito di prima mattina. Non è un grosso problema, le auto si possono parcheggiare a bordo strada e anche proseguendo in direzione di Dondena, quando la strada diventa in breve tempo sterrata e dove sono presenti frequenti spiazzi ai suoi lati.
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| Il punto di partenza dei sentieri |
E’ anche possibile accorciare il cammino giungendo con il proprio mezzo fino a Dondena, dove è presente un ampio parcheggio. In questo modo si risparmiano circa cinque chilometri di cammino che diventano dieci con il rientro. Questo tratto è’ però consigliato solo ai fuoristrada o ai mezzi con assetto sufficientemente alto, causa le frequenti sconnessioni della strada sterrata.
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| Strada sterrata nel bosco |
Noi preferiamo lasciare il nostro mezzo a La Cort, e goderci sin da subito l’atmosfera di montagna durante i passaggi nel bosco, compresi i panorami nei tratti in cui le aperture tra gli alberi lo consentono.
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| Panorama del parco naturale del Mont Avic |
Non mancano poi alcuni punti di interesse, come ad esempio i quattro gemelli con il caratteristico cartello in legno, oppure la falesia del Bec de Raty per gli appassionati di roccia e arrampicata.
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| Sentiero di avvicinamento alla falesia |
Per gli amanti della natura e della fauna non è difficile
individuare nei prati e nelle rocce sottostanti il sentiero qualche simpatica e
curiosa marmotta, cosa che è capitata anche a noi.
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| Marmotte curiose |
In circa un’ora e un quarto di cammino arriviamo nei pressi del villaggio di Dondena, con le caratteristiche casette in pietra adagiate sul colle sul quale si trova il sentiero che conduce all’omonimo rifugio.
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| Dondena (Dondenaz), 2107 s.l.m. |
Prima di attraversare il torrente Ayasse, sulla nostra
destra troviamo il parcheggio del quale si parlava all’inizio, con un buon
numero di mezzi già presenti.
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| Le casette del villaggio di Dondena |
E’ il momento di risalire il sentiero che in circa venti minuti ci conduce al rifugio Dondena, passando prima attraverso un caratteristico edificio in pietra dove è possibile acquistare direttamente i formaggi di loro produzione.
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| Salendo al rifugio Dondena, in basso il parcheggio |
Abbiamo raggiunto il rifugio Dondena in circa un’ora e mezza di cammino, ma siamo soltanto a metà dell’opera: i segnavia costituiti dalle classiche paline gialle in questo territorio indicano infatti rispettivamente un’ora e venti minuti in una direzione e un’ora e venticinque nell’altra.
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| Rifugio Dondena, 2186 s.l.m. |
E’ infatti possibile completare un anello partendo e arrivando al rifugio Dondena passando attraverso quello che per noi sarà il traguardo di giornata, ovvero il lago Miserin, con l’omonimo rifugio ed il santuario della Madonna delle Nevi.
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| Lasciamo il rifugio |
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| Siamo saliti in poco tempo, in basso il rifugio con il laghetto |
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| Passaggio attraverso enorni tralicci dell'alta tensione |
Siamo ormai in fase di arrivo, e infatti in pochi minuti ecco che il lago fa capolino davanti a noi. Al nostro arrivo il rifugio ed il santuario si trovano alla nostra destra ma non sono ancora visibili, coperti dal colle erboso.
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| Arrivo al lago Miserin |
Considerata la bellezza del lago decidiamo di completare il
giro intorno ad esso, godendo di panorami unici e difficili da descrivere in
ogni punto di osservazione.
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| Lago Miserin, 2580 s.l.m. |
Naturalmente immortalare il tutto diventa imprescindibile,
per cui procuratevi dei dispositivi in grado di rendere giustizia a questi
panorami.
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| Fiori bianchi a pelo d'acqua abbelliscono l'aspetto del lago |
Lo scenario del lago diventa particolarmente piacevole nei
punti dove i caratteristici fiori bianchi a pelo d’acqua diventano più
frequenti, rendendo il panorama ancor più interessante.
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| Santuario della Madonna delle Nevi (Santuario del Misérin) |
Completato il giro del lago in circa mezz’ora, passiamo
attraverso il rifugio fino a raggiungere il santuario della Madonna delle Nevi.
Ci troviamo a 2582 metri di quota, ma i pellegrini qui non mancano mai. Il Santuario
ha una storia molto antica, ed è stato ricostruito nello stato attuale intorno
al 1880.
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| Rifugio Misérin, 2582 s.l.m. |
E’ tempo di sederci ai tavoli del rifugio Miserin e di gustare
una spettacolare polenta concia con salsiccia… Ce la siamo meritata, no?
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| La larga sede sterrata sulla via del ritorno |
Il tempo corre veloce, e considerato il fatto che abbiamo davanti a noi
ancora una decina di chilometri di cammino prendiamo la via del ritorno. Questa
volta ci incamminiamo lungo la larga e comoda sede sterrata del sentiero n°10,
che ci riporterà in circa un’ora di cammino al rifugio Dondena.
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| Verso il rifugio Dondena |
Ci fermiamo ancora qualche minuto per ammirare un paio di
splendidi cavalli presenti sulle sponde del laghetto adiacente al rifugio.
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| Ritorno al rifugio Dondena |
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| Splendidi cavalli al pascolo |
Per completare il nostro lungo giro passiamo attraverso l'edificio in pietra già incontrato salendo, adornato da una moltitudine di campanacci appesi sulla facciata, e quindi in discesa verso il villaggio di Dondena, quindi
riprendiamo la strada sterrata che prima attraverso prati e successivamente nel
bosco ci riporta al parcheggio di La Cort.
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| Caratterustica costruzione con vendita di formaggi |
In breve:
Partenza: La Cort 1800 s.l.m.
Arrivo: Lago Miserin 2582 s.l.m.
Dislivello in salita e discesa: 800 metri circa
Tempo impiegato: 3 ore in salita, 2 ore 15 minuti in discesa
Posti di ristoro: Rifugio Dondena, 2186 s.l.m., Rifugio
Miserin, 2582 s.l.m.

























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