domenica 17 maggio 2026

MONTE ALFEO

 

Monte Alfeo, 1651 s.l.m.

Per la nostra escursione odierna dobbiamo raggiungere il valico di confine tra le province di Genova ed Alessandria di Capanne di Carrega.

Agriturismo Capanne di Carrega

Percorriamo quindi in auto la val Borbera fino al bivio che conduce dapprima a Carrega Ligure e successivamente al valico, dove nei pressi di un agriturismo troviamo un allargamento laterale della sede stradale adibito a parcheggio.


Inizio del sentiero

Una volta recuperati gli zaini procediamo lateralmente all’agriturismo, dove parte subito in salita un largo sentiero in erba e pietre. Si tratta del sentiero segnato N°200, che inizialmente parte in direzione del monte Carmo. Oltrepassato un primo cancello ci immettiamo nel bosco al fresco dell’ombra dei faggi, fino ad incontrarne un secondo in ferro dopo 15-20 minuti di cammino.

Deviazione sul sentiero 119 sulla destra

Ci troviamo a quota 1441 metri di altitudine nei pressi delle pendici del monte Carmo. A questo punto abbiamo due scelte: proseguire in salita lungo il sentiero 200 ancora per una parte per poi immetterci sul 119 perdendo nuovamente quota, oppure deviare sul sentiero che parte in discesa sulla destra prima del cancello segnato su una grande roccia con i due pallini gialli e la scritta F.I.E. oltre che con gli immancabili segni rossi e bianchi.


Pendici del monte Carmo, 1441 s.l.m.

Noi optiamo per la seconda scelta, che ci permette di accorciare leggermente il nostro cammino che si prospetta comunque lungo, e anche di evitare un inutile sforzo in più in salita.


Panorama dal sentiero

Il sentiero, dapprima in discesa, passa anch’esso attraverso freschi boschi, alternando alcuni tratti più aperti che ci consentono di godere di fantastici e verdeggianti panorami.


Tratto in uscita dal bosco

Alle nostre spalle è possibile distinguere la sagoma piramidale del monte Carmo e il sentiero da esso proveniente che abbiamo evitato con la nostra scorciatoia. Il sentiero, è bene dirlo, è facilmente intuibile in questo primo tratto, anche se non sempre ben segnalato.


Congiungimento con il sentiero proveniente dal monte Carmo

Il fogliame a terra e il fango provocato dalle recenti piogge non agevolano di certo il nostro cammino, ma in circa un’ora e venti minuti arriviamo comunque al Passo della Maddalena, a quota 1407 di altitudine e dopo una serie di saliscendi comunque impegnativi.


Particolare del sentiero 119

Il passo della Maddalena non è un vero e proprio valico, ma più un crocevia tra diversi sentieri che si incontrano attraverso questa larga mulattiera che collega le frazioni di Gorreto e Bertone a Suzzi.


Passo della Maddalena, 1407 s.l.m.

Panorama dal passo della Maddalena

Procediamo per un breve tratto in leggera salita attraverso la mulattiera, fino ad incontrare sulla nostra sinistra una deviazione con tanto di cartelli, uno dei quali indicante il monte Alfeo, da qui distante ancora 1 ora e 45 minuti (sarebbe stata lunga, ve l’avevo detto…).


Deviazione verso il monte Alfeo

Si sale ora attraverso prati, il verde qui la fa da padrone. Alcuni cavalli al pascolo allietano i nostri occhi ed anche il cuore.


Cavalli al pascolo

Le tracce qui non sono sempre visibili, se avete problemi ad orizzontarvi vi consiglio di utilizzare una traccia GPS e un’applicazione gratuita delle tante disponibili per i nostri smartphone (io ho utilizzato OsmAnd).


Salita attraverso prati

Il consiglio è quello di tenervi sulla sinistra dei prati e di guardare i faggi, alcuni sono segnati con le caratteristiche tracce bianco rosse. Questo tratto di salita attraverso prati può risultare faticoso in caso di giornate calde in quanto completamente sotto i raggi solari. Anche se ancora distanti, questo tratto aperto ci consente di ammirare già il nostro traguardo, ovvero il monte Alfeo in tutta la sua bellezza.


Il monte Alfeo, ancora lontano

Dopo aver raggiunto il punto più alto di questa sella erbosa, passiamo nuovamente in un tratto nel bosco, dove incontriamo un’edicola votiva.


Graziosa edicola votiva

Si perde ora nuovamente quota in maniera decisa, dagli oltre 1500 metri che avevamo raggiunto ci troviamo in breve tempo a circa 1330 metri di altitudine. Prima di raggiungere l’inizio dell’ultima impegnativa salita verso la vetta del monte Alfeo dobbiamo districarci passando attraverso una giungla di rami, arbusti ed erba altissima che in parte nasconde anche il sentiero. Purtroppo dobbiamo constatare che l’incuria dei sentieri almeno in questa parte è pressoché totale, l’impressione è che da anni ormai non venga fatto alcun intervento di manutenzione.

Eccoci finalmente arrivati al tratto più impegnativo. Siamo in cammino da circa due ore e mezza, e la parte finale ci riserva la fatica maggiore: in poco più di un chilometro di cammino dovremo infatti salire di oltre 300 metri di dislivello!


Particolare dell'ultimo faticoso tratto di salita

La prima parte di questo ultimo tratto in particolare è davvero ripida, in condizioni scivolose dovute al terreno ancora bagnato dalla pioggia si fa fatica a procedere tale è la pendenza del sentiero, che passa adesso tutto attraverso prati. Alla nostra sinistra i faggi ci fanno da guida, oltre che un po' di ombra se abbiamo bisogno di fermarci per riprendere fiato.


Prendiamo fiato all'ombra dei faggi ammirando il panorama

In circa 3 ore e 20 minuti, comprese alcune fermate, arriviamo finalmente sulla vetta del monte Alfeo, il nostro traguardo di giornata. In vetta troviamo un monumento alla Madonna e Gesù bambino, poggiati su un basamento di calcestruzzo.


La madonna del monte Alfeo

Il panorama a360 gradi è davvero straordinario, e anche se arrivati in vetta nubi scure cominciano a coprire il cielo in modo minaccioso, ci consente uno sguardo privilegiato sull’alta val Trebbia e sulla val Boreca,


Monte Alfeo, 1651 s.l.m.

Panorama in direzione della val Boreca

Alle spalle della madonnina possiamo invece facilmente riconoscere il monte Lesima con il suo gigantesco radar a forma sferica.


Monte Lesima visto dalla vetta del monte Alfeo

Come detto le condizioni atmosferiche non ci consentono una sosta prolungata, per cui non appena recuperata la fatica dell’ultima ascensione è tempo di rientrare. Il cammino è ancora lungo, il tempo impiegato sarà di poco inferiore a quello della prima parte.

La spiegazione è semplice: escludendo il primo tratto ripido questa volta in discesa (dove comunque dobbiamo stare attenti a dove mettiamo i piedi per non incorrere in qualche ruzzolone sui prati), la parte rimanente prevede continui saliscendi come all’andata addizionati alla fatica già accumulata sulle gambe.


Panorama nei pressi del passo della Maddalena

In breve:

Partenza: parcheggio presso Agriturismo Capanne di Cosola, 1369 s.l.m.

Arrivo: Monte Alfeo, 1651 s.l.m.

Dislivello complessivo: 900 metri circa in salita e discesa

Tempo complessivo andata: 3 ore e 20 minuti

Tempo complessivo ritorno: 3 ore circa

Posti di ristoro: Agriturismo Capanne di Cosola, 1369 s.l.m.


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