sabato 30 maggio 2026

ALPE DELLA BALMA – LAGHI SOTTANO E SOPRANO

 

Per questa bella escursione sulle alpi Cozie e non distanti dal capoluogo piemontese, dobbiamo raggiungere le vicinanze di Pian Neiretto, nel parco naturale Orsiera-Rocciavrè. Superato il centro abitato di Giaveno, procediamo in auto in direzione di Forno di Coazze, località sede del santuario della Madonna di Lourdes. Superato il santuario continuiamo in decisa salita fino al tornante che precede la sbarra (aperta normalmente fino alle 18) sulla strada che conduce a Pian Neiretto, dove nella stagione invernale sono in funzione gli impianti di risalita.

Parcheggio nei pressi del tornante

Una volta raggiunto il parcheggio (non ampissimo per la verità) nei pressi del tornante di Cara D’Taiè siamo pronti per iniziare la nostra camminata e addentrarci nell’Alpe della Balma.

La partenza da Cara D'Taiè

Il sentiero che percorre il vallone della Balma e nel quale ci troviamo da subito è il n° 415, che conduce fino alle vette dei monti Robinet, a quota 2635 mt. e Rocciavrè, quota 2776 mt.

L’ambiente inizialmente è quello tipico di bassa montagna, con i boschi a bassa quota che però cederanno via via il passo ai pascoli e successivamente alla roccia.

Rio della Balma

Sempre accompagnati dal rumore del Rio della Balma che scorre impetuoso in questa stagione, in circa venti minuti di cammino in salita all’ombra della faggeta raggiungiamo un piccolo ponte tibetano che ci consentirà di passare dall’altra sponda del corso d’acqua. Se non ve la sentite per qualsiasi ragione non vi preoccupate, proseguendo sul sentiero più avanti troverete un secondo ponte, questa volta in legno, che vi consentirà di procedere in tutta sicurezza.

Piccolo e caratteristico ponte tibetano

Noi oltrepassiamo il piccolo ponte e procediamo sempre all’interno del bosco di faggi, passando attraverso una piccola baita abbandonata con a fianco una fontana di acqua non potabile (almeno questo è ciò che troviamo scritto).

Baita abbandonata e fontana

In breve tempo ci ritroviamo fuori dal bosco, in uno spazio più aperto e con il panorama che ci offre il vallone della Balma e l’omonimo corso d’acqua, mentre sullo sfondo torreggia il monte Robinet. Ci troviamo oltre i 1450 mt di altitudine, dove la faggeta lascia spazio ai pascoli punteggiati di pini, larici e betulle.

Tratto aperto appena usciti dalla faggeta

In alcuni tratti di cammino ci ritroviamo il rio della Balma molto vicino alla nostra sinistra, con una avvolgente sensazione di fresco che in caso di alte temperature non può che fare piacere.

Sullo sfondo il monte Robinet

Rio della Balma

Siamo in cammino da circa un’ora e raggiungiamo una seconda fontana, anche questa di acqua non controllata come indicato da un cartello. Va benissimo però per rinfrescarsi un po’!

Fontana di acqua non controllata

Nella sua parte intermedia il sentiero passa attraverso tratti morenici, dove parti di rocce e detriti depositati dai ghiacciai nel corso del tempo ci costringono in qualche caso a testare il nostro equilibrio. Niente di troppo complicato comunque, basta fare un po’ di attenzione.

Cambio di panorama a metà salita

Siamo ormai arrivati a circa 1800 metri di altitudine, in basso a destra sul nostro sentiero troviamo la “Funtena dou Roc”, una piccola ma utilissima risorsa in caso rimanessimo a corto d’acqua.


Funtena dou Roc

Guardando in alto davanti a noi siamo invece già in grado di individuare il nostro primo traguardo di giornata, il rifugio della Balma.


In alto fa capolino il rifugio

Dopo circa 2 ore e 15-20 minuti raggiungiamo il rifugio, che apre oggi i battenti e che ci ospita per un meritato spuntino.

Rifugio della Balma, 1986 s.l.m.

Il rifugio della Balma si trova a 1986 metri di altitudine, ed è gestito interamente da volontari, persone simpatiche e gentili che vi faranno sentire a casa vostra anche a grande distanza. Una volta recuperate le energie e consumato il nostro spuntino, proseguiamo sul sentiero dopo aver attraversato il rifugio, in direzione del primo dei due laghi che si trovano sulle sue alture ai piedi del monte Robinet.

Lasciamo il rifugio alle nostre spalle

Il panorama ora cambia decisamente, residui di nevai sono ancora presenti e salendo di quota li troveremo sempre più frequenti.

Ennesimo cambio di panorama

In un tempo davvero limitato, 15-20 minuti, il facile sentiero in salita ci porta nei pressi del lago Sottano, il primo dei due laghi e anche il più profondo.

Il laghetto alla nostra sinistra precede l'arrivo al lago Sottano

Lago Sottano, 2102 s.l.m.

Il lago Sottano si trova a 2102 metri di altitudine. Il numero di escursionisti presenti è davvero limitato e la sensazione di pace e tranquillità è predominante.

Saliamo lasciando alle nostre spalle il lago Sottano

Il sentiero segue la sponda destra del lago per poi risalire decisamente attraverso la roccia, superando parti di nevai e attraversando un paio di volte le acque provenienti dal lago Soprano.


Scenario invernale ad alta quota

A questo proposito va detto che in questa parte finale di salita è necessario un passo sicuro, i piccoli corsi d’acqua da attraversare possono costituire infatti possibili pericoli in caso di particolare impetuosità. Il mio consiglio è: se non ve la sentite tornate indietro, non fatevi problemi. Pensate che per arrivare qui avete già percorso un dislivello di circa 1000 metri e la stanchezza non aiuta né la mente né il fisico e i rischi aumentano. Fatta questa piccola ma importante premessa, in circa 20-25 minuti dalla partenza dal lago Sottano arriviamo nei pressi del lago Soprano.


Lago Soprano, 2213 s.l.m.

Ci troviamo a 2213 metri di altitudine, qui lo scenario è ancora invernale (oggi è il 30 di maggio). Camminiamo sulla neve fino a raggiungere le sponde del lago, anch’esso ancora in parte coperto dal ghiaccio che si sta lentamente sciogliendo.


Panorama in direzione del sottostante lago Sottano

La pace quassù è assoluta, non c’è anima viva in questo momento. Ma i bei momenti non durano per sempre, e in breve è già tempo di ritornare al punto di partenza, oltre 1000 metri più in basso a valle, sempre sul sentiero già fatto in salita.

Il nostro persorso

Conclusioni: bella e gratificante escursione di una giornata fino al lago Sottano, impegnativa ma senza particolari difficoltà. Attenzione all’ultimo tratto di salita nell’attraversare i corsi d’acqua prima di arrivare al lago Soprano.

IN BREVE:

Partenza: Parcheggio Cara D’Taiè, 1182 s.l.m.

Arrivo: Lago Soprano, 2213 s.l.m.

Dislivello in salita e discesa: circa 1050 metri

Tempo impiegato: 3 ore in salita, 2 ore e 15 minuti in discesa

Posti di ristoro: Rifugio della Balma 1986 s.l.m.


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