Per questa bella escursione sulle alpi Cozie e non distanti dal capoluogo piemontese, dobbiamo raggiungere le vicinanze di Pian Neiretto, nel parco naturale Orsiera-Rocciavrè. Superato il centro abitato di Giaveno, procediamo in auto in direzione di Forno di Coazze, località sede del santuario della Madonna di Lourdes. Superato il santuario continuiamo in decisa salita fino al tornante che precede la sbarra (aperta normalmente fino alle 18) sulla strada che conduce a Pian Neiretto, dove nella stagione invernale sono in funzione gli impianti di risalita.
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| Parcheggio nei pressi del tornante |
Una volta raggiunto il parcheggio (non ampissimo per
la verità) nei pressi del tornante di Cara D’Taiè siamo pronti per iniziare la
nostra camminata e addentrarci nell’Alpe della Balma.
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| La partenza da Cara D'Taiè |
Il sentiero che percorre il vallone della Balma e nel
quale ci troviamo da subito è il n° 415, che conduce fino alle vette dei monti
Robinet, a quota 2635 mt. e Rocciavrè, quota 2776 mt.
L’ambiente inizialmente è quello tipico di bassa
montagna, con i boschi a bassa quota che però cederanno via via il passo ai
pascoli e successivamente alla roccia.
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| Rio della Balma |
Sempre accompagnati dal rumore del Rio della Balma che
scorre impetuoso in questa stagione, in circa venti minuti di cammino in salita
all’ombra della faggeta raggiungiamo un piccolo ponte tibetano che ci
consentirà di passare dall’altra sponda del corso d’acqua. Se non ve la sentite
per qualsiasi ragione non vi preoccupate, proseguendo sul sentiero più avanti
troverete un secondo ponte, questa volta in legno, che vi consentirà di procedere
in tutta sicurezza.
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| Piccolo e caratteristico ponte tibetano |
Noi oltrepassiamo il piccolo ponte e procediamo sempre
all’interno del bosco di faggi, passando attraverso una piccola baita
abbandonata con a fianco una fontana di acqua non potabile (almeno questo è ciò
che troviamo scritto).
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| Baita abbandonata e fontana |
In breve tempo ci ritroviamo fuori dal bosco, in uno
spazio più aperto e con il panorama che ci offre il vallone della Balma e l’omonimo
corso d’acqua, mentre sullo sfondo torreggia il monte Robinet. Ci troviamo
oltre i 1450 mt di altitudine,
dove la faggeta lascia spazio ai pascoli punteggiati di pini, larici e betulle.
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| Tratto aperto appena usciti dalla faggeta |
In alcuni tratti di
cammino ci ritroviamo il rio della Balma molto vicino alla nostra sinistra, con
una avvolgente sensazione di fresco che in caso di alte temperature non può che
fare piacere.
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| Sullo sfondo il monte Robinet |
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| Rio della Balma |
Siamo in cammino da circa un’ora e raggiungiamo una
seconda fontana, anche questa di acqua non controllata come indicato da un cartello.
Va benissimo però per rinfrescarsi un po’!
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| Fontana di acqua non controllata |
Nella sua parte intermedia il sentiero passa attraverso
tratti morenici, dove parti di rocce e detriti depositati dai ghiacciai nel
corso del tempo ci costringono in qualche caso a testare il nostro equilibrio. Niente
di troppo complicato comunque, basta fare un po’ di attenzione.
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| Cambio di panorama a metà salita |
Siamo ormai arrivati a circa 1800 metri di altitudine,
in basso a destra sul nostro sentiero troviamo la “Funtena dou Roc”, una
piccola ma utilissima risorsa in caso rimanessimo a corto d’acqua.
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| Funtena dou Roc |
Guardando in alto davanti a noi siamo invece già in
grado di individuare il nostro primo traguardo di giornata, il rifugio della
Balma.
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| In alto fa capolino il rifugio |
Dopo circa 2 ore e 15-20 minuti raggiungiamo il
rifugio, che apre oggi i battenti e che ci ospita per un meritato spuntino.
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| Rifugio della Balma, 1986 s.l.m. |
Il rifugio della Balma si trova a 1986 metri di
altitudine, ed è gestito interamente da volontari, persone simpatiche e gentili
che vi faranno sentire a casa vostra anche a grande distanza.
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| Lasciamo il rifugio alle nostre spalle |
Il panorama ora cambia decisamente, residui di nevai
sono ancora presenti e salendo di quota li troveremo sempre più frequenti.
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| Ennesimo cambio di panorama |
In un tempo davvero limitato, 15-20 minuti, il facile
sentiero in salita ci porta nei pressi del lago Sottano, il primo dei due laghi
e anche il più profondo.
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| Il laghetto alla nostra sinistra precede l'arrivo al lago Sottano |
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| Lago Sottano, 2102 s.l.m. |
Il lago Sottano si trova a 2102 metri di altitudine. Il
numero di escursionisti presenti è davvero limitato e la sensazione di pace e
tranquillità è predominante.
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| Saliamo lasciando alle nostre spalle il lago Sottano |
Il sentiero segue la sponda destra del lago per poi
risalire decisamente attraverso la roccia, superando parti di nevai e
attraversando un paio di volte le acque provenienti dal lago Soprano.
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| Scenario invernale ad alta quota |
A questo proposito va detto che in questa parte finale
di salita è necessario un passo sicuro, i piccoli corsi d’acqua da attraversare
possono costituire infatti possibili pericoli in caso di particolare
impetuosità. Il mio consiglio è: se non ve la sentite tornate indietro, non
fatevi problemi. Pensate che per arrivare qui avete già percorso un dislivello
di circa 1000 metri e la stanchezza non aiuta né la mente né il fisico e i
rischi aumentano.
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| Lago Soprano, 2213 s.l.m. |
Ci troviamo a 2213 metri di altitudine, qui lo
scenario è ancora invernale (oggi è il 30 di maggio). Camminiamo sulla neve
fino a raggiungere le sponde del lago, anch’esso ancora in parte coperto dal
ghiaccio che si sta lentamente sciogliendo.
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| Panorama in direzione del sottostante lago Sottano |
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| Il nostro persorso |
Conclusioni: bella e gratificante escursione di una
giornata fino al lago Sottano, impegnativa ma senza particolari difficoltà. Attenzione
all’ultimo tratto di salita nell’attraversare i corsi d’acqua prima di arrivare
al lago Soprano.
IN BREVE:
Partenza: Parcheggio Cara D’Taiè, 1182 s.l.m.
Arrivo: Lago Soprano, 2213 s.l.m.
Dislivello in salita e discesa: circa 1050 metri
Tempo impiegato: 3 ore in salita, 2 ore e 15 minuti in
discesa
Posti di ristoro: Rifugio della Balma 1986 s.l.m.
























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