Oggi ci troviamo ad Oropa, frazione di Biella famosa per il suo santuario, patrimonio mondiale dell’umanità e dell’Unesco. E’ proprio da qui che partirà la nostra escursione odierna, dai 1159 metri di altitudine del santuario.
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| Santuario di Oropa 1159 s.l.m. |
Problemi di parcheggio non ce ne
sono data la quantità di posti auto disponibili suddivisi tra le varie zone.
Noi ne scegliamo uno sterrato sul lato destro esterno alla basilica superiore, perché si trova
proprio ad un passo dal nostro punto di partenza.
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| Qui inizia la nostra escursione |
Dopo aver recuperato i nostri
zaini e l’attrezzatura, ci avviamo infatti attraverso la strada asfaltata del
viale della Rimembranza, che conduce alla cosiddetta passeggiata dei preti.
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| Bivio che ci indica l'ingresso nel bosco |
Dopo qualche decina di metri
troviamo un ponte sul torrente Oropa che attraversiamo, per poi immetterci
subito dopo alla nostra sinistra sul sentiero D13a che entra nel bosco dapprima
pianeggiante, ma ben presto con pendenza più elevata, sempre accompagnati dal
torrente alla nostra sinistra.
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| Particolare del bosco |
In alto davanti a noi svetta il
monte Mucrone, inizialmente il nostro traguardo, ma come già facilmente
visibile la neve che ancora lo ricopre ci riporta a più miti consigli.
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| Sullo sfondo la vetta del monte Mucrone |
Dopo circa mezz’ora di cammino, una volta usciti dal bosco e dall’ombra dei larici, arriviamo nei pressi di una edicola votiva, preludio dell’attacco della via ferrata Nito Staich in direzione del monte Tovo che troviamo subito alla nostra destra.
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| Edicola votiva |
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| Attacco della via ferrata Nino Staich |
Noi proseguiamo invece per alcuni
minuti sulla larga sede sterrata che ci porta all’Alpe Pissa e a un bivio: qui
dobbiamo fare attenzione; infatti, la strada sterrata che continua alla nostra
sinistra è al momento della nostra visita (aprile 2026) interdetta più avanti a
causa di massi franati. Dobbiamo quindi prendere il sentiero D13 come segnato
dai cartelli ben visibili davanti a noi.
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| Deviazione verso il sentiero D13 |
Il sentiero D13, che si inerpica
attraverso i prati con diverse serpentine, è stato adattato utilizzando una
moltitudine di massi che nella parte più liscia agevolano un po’ il cammino in
salita.
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| Panorama dal sentiero in direzione del santuario di Oropa |
Questo tratto di salita nella
stagione calda può risultare un po’ faticoso essendo completamente esposto al
sole, ma ci aiuta a prendere rapidamente quota. Durante le brevi pause possiamo
ammirare il panorama verso valle, con il santuario adesso piccolo e distante, e
la pianura biellese sullo sfondo.
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| Monte Mucrone ancora parzialmente innevato |
Volgendo lo sguardo a monte,
possiamo invece distinguere da vicino la vetta del monte Mucrone ancora
innevata, con la vecchia sede della cabinovia, ormai inutilizzata, adagiata sull’anticima.
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| Arrivo al rifugio Rosazza |
Arriviamo in meno di due ore di
cammino al rifugio Rosazza, al momento ancora chiuso (lo troverete aperto nei
mesi estivi a partire da giugno, chiedete informazioni direttamente al gestore).
Troviamo anche la prima neve, anche se ancora non in grande quantità.
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| Rifugio Rosazza, 1830 s.l.m. |
Il rifugio Rosazza si trova a circa 1830 metri di altitudine, appena al di sotto dell’arrivo della vecchia funivia, attualmente inutilizzata ed in attesa dell’inizio dei lavori per la sua riapertura prevista per il 2026, anche se lo stato di abbandono in cui versa lascia più di qualche dubbio.
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| Stazione a monte della funivia, chiusa ormai da alcuni anni |
Poco oltre troviamo ciò che rimane
dello storico albergo Savoia, ormai chiuso definitivamente da qualche anno.
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| Quel che resta dello storico albergo Savoia |
Passiamo a fianco dell’albergo,
ora camminiamo sulle tracce di chi ci ha preceduto sulla neve. Il panorama
davanti a noi è splendido, con il Mucrone in larga parte ancora imbiancato.
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| Proseguiamo verso il lago |
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| Davanti a noi il monte Mucrone |
In una decina di minuti raggiungiamo l’unico punto di rifornimento di acqua, la “fonte del bersagliere”, parzialmente coperta dalla neve ma accessibile con un piccolo sforzo.
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| Fonte del bersagliere, qui è possibile rifornirsi di acqua |
Siamo praticamente arrivati al
lago del Mucrone, che raggiungiamo in pochissimi minuti di cammino sulla neve.
Il lago, neanche a dirlo, pur riconoscibile è completamente coperto da una
coltre di neve, che però ne aumenta il fascino.
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| Lago del Mucrone, 1902 s.l.m. |
Comprese tutte le soste abbiamo
impiegato due ore e mezza per arrivare. E’ ora di sederci su una delle rocce
sporgenti e goderci un po’ di riposo ed un piccolo spuntino con il fantastico
panorama del lago; il sole si fa sentire, le maniche corte sono quasi
d’obbligo.
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| In alto sopra di noi ad oltre 2100 mt. l'anticima |
E’ arrivato il momento di
ripartire, dopo un arrivederci alla vetta del monte Mucrone riprendiamo il
sentiero innevato che ci riconduce all’albergo Savoia, già ben visibile più in
basso.
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| Albergo Savoia visto dal sentiero proveniente dal lago |
Una volta oltrepassato l’albergo,
ci dirigiamo sulla larga sede sterrata del sentiero D11, che attraverso larghi
tornanti in decisa discesa ci riporta in direzione del santuario di Oropa,
accompagnati da piccole cascate che provengono dalle acque del lago e che
formano il torrente Oropa.
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| I larghi tornanti del sentiero D11 |
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| Cascatella proveniente dal lago |
I panorami sono sempre splendidi, adesso possiamo ammirare dal basso la zona di Oropa Sport, con la stazione a monte della funivia, l’albergo Savoia e, più a destra, il rifugio Rosazza.
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| La zona di Oropa Sport e, sulla destra, il rifugio Rosazza |
Prendiamo la deviazione sulla
destra quando troviamo il cartello che indica il lago delle Bose a dieci minuti
di cammino. Il sentiero è ora più stretto e risale, ma in breve tempo ci porta
sulle rive di questo piccolo ma pittoresco specchio d’acqua.
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| Lago delle Bose, 1534 s.l.m. |
Riprendiamo il sentiero per un breve tratto, fino ad incontrare un crocevia: il consiglio, almeno nel periodo in cui scriviamo, è di continuare sul sentiero D11 che procede in discesa verso Pian di Ge e successivamente verso la cappella del Paradiso.
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| Deviazione sul sentiero D11 |
La motivazione è semplice: il
sentiero D13b che si ricongiunge con quello fatto all’andata è ostruito da
massi franati, mentre l’accesso al D11a che scende verso il parcheggio alto del
santuario è teoricamente interdetto per la possibile caduta di massi.
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| Il santuario visto dal sentiero interdetto |
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| Chiari cartelli di divieto |
In circa un’ora e mezza dalla
partenza dal lago del Mucrone compresa la sosta al lago delle Bose arriviamo a
destinazione, dove concludiamo la nostra escursione con l’irrinunciabile visita
al santuario di Oropa.
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| Santuario di Oropa |
In breve:
Partenza: Santuario di Oropa,
1159 s.l.m.
Arrivo: Lago del Mucrone, 1902
s.l.m.
Dislivello in salita e discesa:
circa 800 metri
Tempo impiegato: 2 ore e mezza per la salita, 1 ora e mezza in discesa
Posti di ristoro: Rifugio Rosazza 1830 s.l.m., vari ristoranti e trattorie nelle aree limitrofe al santuario






























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