lunedì 11 agosto 2008

GIRO INTORNO AL SASS PUTIA

Oggi la destinazione è il Passo delle Erbe, punto di partenza per la visita a uno dei monti più belli e famosi di questa zona: il Sass Putia, conosciuto anche come Peitler Kofler, che con i suoi quasi 2900 metri di altezza si erge in maniera imponente rispetto alla valle.
Partiamo quindi in direzione Val di Funes, e giunti al paesino di Pizzago prendiamo la stradina (è proprio il caso di dirlo) che gira a sinistra in direzione S.Pietro e quindi Passo Rodella e Passo delle Erbe. Ci sono da percorrere una ventina di chilometri per raggiungere il Passo delle Erbe, e la strada (per usare un'eufemismo) in alcuni tratti è veramente stretta! C'è da sperare di non incrociare nessuno, pena dover fare retromarcia per qualche centinaio di metri fino a trovare uno degli sparuti allargamenti laterali. Gli abitanti del luogo, che spesso utilizzano la strada con i loro carri e trattori, sono sempre molto gentili, e appena possibile si accostano per dare strada alle macchine.

l'Hotel Ütia de Börz
Ci è voluta quasi un'ora per raggiungere il Passo delle Erbe dal nostro albergo nelle vicinanze di Chiusa, ma finalmente ce l'abbiamo fatta! Un grande parcheggio è in grado di accogliere il buon afflusso di turisti che arrivano puntualmente dalla Val di Funes o dalla Val Badia; c'è poi un bell'albergo di montagna, molto caratteristico e ben visibile all'arrivo: l' Hotel Ütia de Börz.

In partenza dal Passo delle Erbe


Di questa zona si raccontano leggende suggestive riguardanti magia e stregoni, che fanno parte della tradizione del luogo. A luglio si svolge addirittura una festa dedicata a tutto ciò, una festa degli stregoni; mentre ci incamminiamo oltrepassiamo una grande insegna in legno che ne pubblicizza l'evento.

Il Sass Putia già bene in vista
Dopo una prima parte di sentiero sterrato molto ampio, durante il quale è possibile distinguere il Sass Putia in tutta la sua bellezza, arriviamo ad una biforcazione: qui incomincia il vero sentiero ad anello intorno al monte. L'anello è percorribile in entrambe le direzioni, noi decidiamo di seguire il sentiero alla nostra destra, quello che in un'ora ci porta all'unica parte ripida e impegnativa di tutta l'escursione.

Panorama dal sentiero
La parte pianeggiante è terminata, le uniche difficoltà erano dovute ad alcuni tratti di sentiero molto stretto e dove alcuni addetti stavano ripristinando piccole parti di sentiero.

Inizia la salita
Si incomincia a salire, dai circa 2100 metri di altitudine, dovremo arrivare alla Forcella di Putia, che per noi sarà anche il punto più alto della gita, circa 250 metri di dislivello più in alto; non sarebbero poi molti, ma la lunghezza di questo tratto è relativamente breve, con conseguente aumento della pendenza e quindi anche della fatica! In pratica si tratta di una lunga scalinata scavata nella roccia, dove la maggior parte dei turisti è costretta a fermarsi qualche volta a riprendere fiato, magari con la scusa di qualche foto.

Erica e la videocamera...
Io non faccio assolutamente eccezione, dal momento che con Barbara sulle spalle (è ancora un po' piccola per pretendere tutta quella fatica da lei...) la fatica raddoppia e le gocce di sudore anche!
Finalmente siamo arrivati alla Forcella di Putia! Quassù il vento soffia molto forte, dal momento che non c'è alcun tipo di riparo essendo tutto aperto; per chi non si vuole risparmiare c'è la possibilità di raggiungere anche la vetta, attraverso alcuni tratti di via ferrata non difficile.

Panorama dalla Forcella di Putia
Noi ci accontentiamo di essere arrivati fin qui, e dopo aver goduto di un po' di refrigerio dopo la fatica e le consuete foto e riprese filmate, riprendiamo il sentiero che ci porta dall'altro versante del monte, stavolta in discesa.

Incomicia la discesa
Bei panorami tra prati e rocce
Laghetto con anatre (finte!)

Ridiscendiamo rapidamente di circa 200 metri di dislivello in poco tempo, quindi incontriamo un bel laghetto dove sono state messe alcune anatre finte ad abbellirlo; il sentiero si dirama nuovamente: da una parte porta verso la valle di Longiarù...
Ancora panorami...

Ci avviciniamo alla malga Vaciara

Noi, invece, continuiamo il nostro sentiero ad anello, e in altri 45 minuti raggiungiamo le vicinanze della malga Vaciara, dove finalmente potremo prenderci la meritata sosta per il pranzo.

Lasciarsi incantare dai panorami...
Il sentiero ridiventa più largo, in pratica una mulattiera molto comoda, che ci porta direttamente alla malga. La malga Vaciara è adagiata su un pianoro erboso bellissimo, dove l'erba è di un verde irreale e curata perfettamente. E' un piacere sedersi sul prato a guardare  monti che ci circondano.

Nei pressi della malga Vaciara
Naturalmente ci lasciamo deliziare dai consueti buonissimi cibi di malga, mentre Barbara corre e rotola sull'erba e si diverte con i giochi per bambini che la malga offre.

Panorama dalla malga

Malga Vaciara
Dopo esserci rilassati a dovere riprendiamo il nostro cammino, e in un'ora abbondante raggiungiamo la malga dell'Alpe Fornella, dove ci fermiamo ancora a bere qualcosa per dissetarci un po' (siamo ad Agosto, e in una bella giornata soleggiata come quella di oggi il caldo si fa sentire).

Sass Putia, abbiamo completato il giro!
Abbiamo praticamente terminato il nostro giro ad anello, e in altri 20 minuti raggiungiamo finalmente il parcheggio del Passo delle Erbe. Abbiamo impiegato circa 5 ore a compiere tutto il giro, un percorso impegnativo in quanto lungo, anche se privo di grandi salite. Barbara ha fatto quel che ha potuto, ma almeno tre ore ha camminato da sola, e considerata l'età (6 anni) non è affatto male!

In breve:
Partenza: Passo delle Erbe 2006 s.l.m.
Arrivo: Passo delle Erbe (circuito ad anello)
Punto massima altitudine: Forcella di Putia 2357 s.l.m., Sass Putia 2875 s.l.m.
Punti di ristoro: Baita Cir 2007 s.l.m., Alpe Fornella 2080 s.l.m., Malga Vaciara 2125 s.l.m., Malga Göma 2030 s.l.m., Ütia de Börz 2006 s.l.m.







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